Ue: Comitato economico e sociale, focus su emergenza casa. 1,2 milioni di persone vivono per strada

Il Comitato economico e sociale europeo (Cese) continua a tenere alta l’attenzione sull’attuale emergenza abitativa con l’obiettivo di “contrastare la speculazione, colmare le lacune negli investimenti e garantire che le imprese rimangano competitive”, spiega oggi una nota. Alla luce degli scambi con gli stakeholder a livello europeo, nazionale e locale il Cese ritiene che la crisi abitativa sia diventata “una vera e propria emergenza che colpisce specificamente i giovani e le persone più vulnerabili nelle nostre società”. In particolare, “l’edilizia abitativa è una questione sociale”, secondo il presidente Séamus Boland, ma anche “economica, demografica, di competitività”. Secondo dati Cese, 1,28 milioni di persone in Europa vivono per strada, in rifugi o in alloggi temporanei. “Solo a Bruxelles, la capitale che dovrebbe incarnare il nostro progetto europeo collettivo, quasi 10.000 persone sono senza fissa dimora”, sottolinea Boland. Per accompagnare il lavoro della Commissione europea e l’attuazione del parere “Per un piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili: il contributo della società civile”, pubblicato a settembre 2025, il Cese presenterà raccomandazioni specifiche nella sessione plenaria di marzo, con un documento dal titolo “Affrontare la scarsità di alloggi attraverso soluzioni accessibili, sostenibili e a misura di famiglia”.

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