Progetto Policoro: Baturi (Cei), “dare ai giovani un buon motivo per impegnarsi con la vita”

“I giovani non sono disimpegnati o irresponsabili, vogliono far giocare delle idee che riguardano la compiutezza della propria persona e quindi il tema della creatività, degli spazi di vita, della possibilità di dedicarsi alla famiglia, ai figli”. A ricordarlo è Giuseppe Baturi, arcivescovo metropolita di Cagliari e segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), a margine dell’evento dedicato a Roma ai trenta anni del Progetto Policoro. “Dobbiamo tentare – afferma – di collegare il lavoro ai bisogni fondamentali della persona che i giovani esprimono con più immediatezza, con più volontà e incidenza rispetto forse a noi adulti”. Sui tanti ragazzi che scelgono di lavorare all’estero il segretario della Cei aggiunge: “dobbiamo dare loro un buon motivo per impegnarsi con la vita, dare i criteri per verificare l’esito delle proprie scelte e sollecitare la libertà di andare per imparare, ma anche la preziosità di impegnarsi per lo sviluppo di un popolo a cui appartengono. In fondo – osserva – la vera sfida è quella che questa maggiore libertà corrisponde anche al sentimento di solidarietà e appartenenza alla propria città, zona o contesto in cui sono inseriti”. In finale, in occasione dei primi trenta anni del Progetto, “l’augurio – conclude – è quello di non aver paura di sfidare il presente sapendo innovare”.

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