“Una delle ‘pandemie’ del clero a livello universale si chiama l”invidia clericalis’, che è quella in cui un sacerdote, che vede che un altro è stato chiamato ad essere parroco di una parrocchia più grande, più bella, chiamato ad essere vicario, allora si rompono proprio i rapporti; e non solo questo, ma anche con i pettegolezzi, criticando, dicendo… Si distrugge invece di vedere come costruire vincoli, ponti di amicizia, di fraternità sacerdotale”. Papa Leone XIV lo ha denunciato rispondendo ai sacerdoti di Roma, nell’incontro di ieri nell’Aula Paolo VI, il cui testo è stato reso noto oggi. Il Pontefice ha esortato: “Stiamo attenti, per favore, a questa realtà. Siamo tutti umani, ci sono sentimenti, emozioni, tante cose, però, come sacerdoti, possiamo dare modelli di vita, dove i sacerdoti possano essere davvero amici, fratelli, e non nemici o indifferenti gli uni verso gli altri”. Leone XIV ha aggiunto: “Non so cosa è peggio: se essere nemico o essere indifferente verso l’altro”. Il Papa ha invitato i sacerdoti a “non avere paura di bussare alla porta dell’altro, di prendere l’iniziativa” per creare “un raduno, e non via schermo”, perché “in presenza, trovarsi insieme, fare un incontro, per condividere le gioie e anche le difficoltà della vita”.