È in programma per la mattinata di lunedì 23 febbraio, a Cagliari, l’inaugurazione della nuova ala del College universitario Sant’Efisio. Alla cerimonia, con inizio alle 12, saranno presenti mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e segretario generale Cei, Francesco Mola, rettore dell’Università di Cagliari, e don Emanuele Meconcelli, direttore del College universitario Sant’Efisio.
Il Cuse – si legge in un comunicato – è espressione della sensibilità pastorale ed educativa dell’arcidiocesi di Cagliari. È promosso e gestito dalla Fondazione Monsignor Paolo Botto e nasce per accompagnare e sostenere il cammino degli studenti, in particolare di quelli fuori sede, che si iscrivono e frequentano corsi a carattere universitario presso le realtà accademiche presenti a Cagliari. Attraverso il College universitario Sant’Efisio, la Chiesa di Cagliari intende offrire un percorso di crescita umana integrata a quanti decidono di scegliere questa esperienza.
Venti nuove camere andranno ad aggiungersi alle 114 già attive nel College Sant’Efisio, residenza per studenti universitari fuori sede ed unico collegio di merito riconosciuto dal ministero dell’Università in Sardegna. Le camere sono state realizzate con il sostegno dell’Arcidiocesi di Cagliari e grazie a fondi Unione Europea, Next Generation Eu – Pnnr. Grazie alla stretta collaborazione tra il College Sant’Efisio e l’Università di Cagliari, già dai prossimi giorni diverse camere saranno utilizzati da alcuni studenti stranieri che vivranno esperienze Erasmus e di tirocinio nell’Ateneo cittadino. Il 20% delle nuove camere sarà a disposizione dell’Ersu Cagliari per nove anni.
“Il bando Pnrr è stata un’opportunità – afferma l’arcivescovo Baturi – non solo per accedere ad un’agevolazione, ma per rispondere all’emergenza della carenza di alloggi per studenti universitari. Come Chiesa di Cagliari intendiamo rafforzare i legami entro cui si esplicita la ricerca del bene comune a favore del nostro territorio, accrescendo la collaborazione con l’Università e con l’Ente regionale per il diritto alla studio. Legami che intendiamo rinsaldare a partire da una rinnovata scommessa sull’educazione, sulla cultura e ovviamente sui giovani”. Secondo don Meconcelli, “deve far riflettere, e forse è per noi motivo di orgoglio, che in Sardegna nessun ente privato ha inteso raccogliere la sfida offerta da questo obiettivo del Pnrr. Evidentemente manca nel nostro territorio la consapevolezza della sfida che investire sui nostri giovani comporta, per una crescita strutturale abbiamo bisogno di inaugurare processi nuovi, che rendano l’esperienza dello studio universitario una vera opportunità di formazione integrale e non una corsa ad ostacoli, tra affitti a prezzi inauditi e disagi nel reperire un alloggio”.