“Ogni bambino ha diritto a crescere in un ambiente sicuro, stabile e capace di prendersi cura di lui. Quando questo diritto viene meno, la comunità ha il dovere di intervenire”: lo sottolinea, oggi, in una nota, Sos Villaggi dei Bambini, ricordando che “a fine 2024 sono stati 345.083 i minorenni presi in carico al servizio sociale professionale. I minori stranieri non accompagnati (Msna) a fine anno sono stati 330.884. Sempre nello stesso anno circa 16mila minorenni erano in affido familiare (15.870), inclusi i Msna, a conferma di un utilizzo strutturale e non emergenziale dello strumento. A fine anno sono stati 30.237 i minorenni accolti nei servizi residenziali. Al netto dei Msna, i minorenni accolti scendono a 20.592”.
Secondo questi dati, afferma l’organizzazione, “l’Italia si colloca tra i Paesi più bassi in Europa per quando riguarda l’allontanamento dei minorenni dal nucleo familiare. Dato invece allarmante, è quello dei minorenni in carico ai Servizi sociali perché vittime di forme di maltrattamenti: nel 2023 sono 113.892 i minorenni in carico e le cifre sono purtroppo sottostimate”.
Da anni, Sos Villaggi dei Bambini si prende cura dei bambini privi di un adeguato sostegno familiare, attraverso programmi di protezione, educazione e inclusione, e ricorda che l’allontanamento non è mai una scelta facile né automatica.
“Avevo sette anni quando sono arrivata al Villaggio, e a sette anni avevo già visto un bel pezzo di mondo – così racconta un’ex beneficiaria dei programmi Sos Villaggi dei Bambini -. Avevo visto righe bianche sopra alla tavola e cannucce con cui tirare su, bilancini, siringhe per terra, perquisizioni con i cani e la mamma uscire e mancare per lunghe ore del giorno e della notte. Avevo tanta paura a stare a casa da sola. Quando sono arrivata al Villaggio Sos finalmente la mia vita ha raggiunto un po’ di stabilità: andavo a scuola, facevo i compiti, stavo con gli amici, ascoltavo la musica, guardavo i programmi per adolescenti e avevo a fianco a me degli adulti che rompevano, ma che sapevano quello che dovevano fare”.
“Ogni volta che un bambino viene allontanato, è perché restare significherebbe esporsi a un danno ancora più grande – dichiara Samantha Tedesco, pedagogista e responsabile dell’Accademia di Sos Villaggi dei Bambini -. Il nostro dovere è ascoltare i bambini, proteggerli e garantire loro un ambiente in cui possano crescere senza paura. Ascoltare un bambino significa riconoscerlo come persona, con emozioni, paure e bisogni reali. Ogni provvedimento di tutela deve partire dalla sua voce. Il superiore interesse del minorenne significa garantire oggi la sua sicurezza e domani il suo futuro”.
Tutela e protezione non possono prescindere da un lavoro costante di prevenzione e sostegno alle famiglie. L’allontanamento, infatti, non è mai un fine, ma uno strumento. “Dietro ogni allontanamento c’è una storia di fragilità, ma anche la possibilità di un futuro diverso, se la comunità sceglie di assumersi la propria responsabilità. C’è sempre un bambino che chiede di essere ascoltato, protetto e accompagnato nella crescita. Mettere l’interesse di ogni minorenne al primo posto significa avere il coraggio di proteggerlo, anche quando è difficile. È una responsabilità collettiva. Ed è un impegno quotidiano che Sos Villaggi dei Bambini porta avanti da sempre, al fianco dei minorenni più vulnerabili”, conclude Tedesco.