Ad Acquaviva delle Fonti torna al centro del dibattito uno dei temi più sensibili del nostro tempo: il fine vita. L’11 febbraio il convegno “Fine vita: diritto e cure proporzionate” riunirà presso l’Ospedale “F. Miulli”, giuristi, medici e rappresentanti ecclesiali per riflettere sul rapporto tra norme, etica e dignità della persona, in occasione della XXXIV Giornata mondiale del malato e in vista dell’approdo del ddl sul fine vita in Aula al Senato, previsto per il 17 febbraio. L’iniziativa, promossa dalla diocesi di Altamura‑Gravina‑Acquaviva delle Fonti con il Miulli e il patrocinio dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, intende rilanciare una cultura della cura che rifiuti tanto l’eutanasia quanto l’accanimento terapeutico, mettendo al centro il rispetto del paziente in ogni fase della vita.
Il riferimento al messaggio di Papa Leone XIV, dedicato alla compassione del Samaritano, richiama una visione della cura come incontro, prossimità e responsabilità condivisa tra operatori sanitari, istituzioni, famiglie e comunità, spiegano gli organizzatori. Il convegno offrirà una lettura multidisciplinare del tema: dal versante giuridico, con l’analisi dell’evoluzione normativa e delle responsabilità cliniche; a quello sanitario‑organizzativo, che punta a trasformare la “proporzionalità della cura” in prassi concreta e sostenibile.
Interverranno Alberto Gambino, ro-rettore Università Europea di Roma e presidente Centro Studi Scienza & Vita della Cei, e Marco Ranieri, direttore Unità operativa di anestesia e rianimazione del Policlinico di Bari, coordinati da Salvatore Maurizio Maggiore. Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo Giuseppe Russo, che ribadirà l’impegno della Chiesa e dell’Ospedale Miulli nel coniugare eccellenza clinica e attenzione umana verso chi soffre.