“Le famiglie, insieme ai loro figli, sono quelle che vivranno più a lungo gli effetti della transizione energetica. Per questo la seconda consultazione promossa dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sul Piano sociale per il clima (Psc) non deve ridursi a una formalità, ma tradursi in scelte concrete, capaci di rispondere ai bisogni reali dei nuclei familiari. Lo avevamo già evidenziato oltre un anno fa, in occasione della prima consultazione promossa dal Gestore dei servizi energetici (Gse)”. Lo ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, in merito alla seconda consultazione promossa dal Mase sul Psc.
“Oggi ribadiamo la necessità di individuare con criteri adeguati le famiglie beneficiarie dei contributi, evitando di basarsi esclusivamente sull’Isee e di replicare le soglie previste per i bonus sociali Arera, che non tengono sufficientemente conto del numero dei figli e dei carichi economici familiari. È iniquo equiparare, a parità di Isee, un single e una famiglia con tre figli, ignorando le profonde differenze nelle esigenze e nelle spese quotidiane. Per questo chiediamo che, nell’individuazione dei nuclei vulnerabili e in condizione di povertà energetica, siano previste soglie di accesso progressive, proporzionate alla composizione familiare e capaci di considerare valori Isee fino a 40.000 euro. Sosteniamo misure come il Reddito energetico e il bonus per i veicoli elettrici, strumenti importanti per rendere la transizione più equa e accessibile. Non si può chiedere alle famiglie di sostenere ulteriori costi in nome della transizione ecologica senza considerarne l’impatto sui bilanci domestici, già messi a dura prova dalle spese quotidiane”, ha evidenziato Bordignon.
“È necessario superare una logica emergenziale, fatta di bonus temporanei, e puntare su investimenti strutturali: abitazioni efficienti, energia rinnovabile accessibile e mobilità sostenibile anche nelle aree lontane dai servizi. Un contributo una tantum può alleviare una bolletta – ha sottolineato Bordignon – ma non risolve le difficoltà nel lungo periodo. Servono interventi capaci di ridurre stabilmente i costi e migliorare la qualità della vita delle famiglie, lasciando ai figli un patrimonio di opportunità. Per questo riteniamo che le risorse del Fondo sociale per il clima debbano essere destinate prevalentemente a investimenti duraturi. Gli aiuti immediati, quando necessari, dovrebbero essere aggiuntivi e finanziati attraverso la fiscalità generale, con criteri che riconoscano adeguatamente il carico familiare e il numero dei figli”. “Programmare oggi – ha concluso il presidente del Forum – significa tutelare le famiglie di domani. La transizione energetica sarà davvero giusta soltanto se saprà coniugare sostenibilità ambientale, equità sociale e attenzione concreta alle esigenze delle famiglie”.