Si intitolano “La periferia racconta” e “Il tutto nel frammento” le due lettere che l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Ivan Maffeis, ha scritto a seguito delle visite pastorali nella diocesi che si sono svolte a partire dall’autunno 2025. In entrambe non mancano le annotazioni dei problemi di natura pastorale e sociale, in paesi spesso segnati dallo spopolamento e da diverse forme di fragilità e solitudini che avvolgono giovani e anziani. Il vescovo racconta anche diversi segni di speranza, come la disponibilità incontrata – a partire dagli istituti scolastici e dal mondo del lavoro –, la solidarietà ancora radicata, il rapporto proficuo di collaborazione tra le istituzioni civili e quelle religiose, un tessuto di volontariato che si esprime anche sul piano culturale, sanitario e caritativo. Significativa è la fiducia riposta da tante famiglie, anche non cattoliche, verso i parroci e le realtà parrocchiali, a partire dagli oratori, riconosciuti come luoghi educativi. Tutto questo in una società secolarizzata dove anche la Chiesa si misura con cambiamenti radicali, che le impongono di tornare alle radici di un’esperienza cristiana vissuta. Emerge così il volto di comunità vive e vivaci, come vengono descritte dallo stesso mons. Maffeis, nelle due lettere che sta consegnando nel corso di incontri serali per unità pastorale, l’ultimo dei quali si è tenuto a Marsciano il 23 ottobre nell’oratorio parrocchiale gremito anche da tanti giovani.