“La Parola di Dio, puntuale come quella contenuta nel Vangelo di oggi (Lc 12,1-7), ci mette in guardia dal lievito dei farisei, dall’apparenza, da ciò che toglie splendore alla vita e ci invita a combattere il male che rovina l’esistenza, affinché la vita stessa sia piena di uno splendore che diventa intelligenza e tutela, dal suo concepimento alla fine”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, durante la messa all’Università Cattolica di Roma, dopo la visita alla Villetta della Misericordia. La celebrazione ha aperto il congresso internazionale “Lo splendore dell’umano: custodire la fertilità, curare l’infertilità”, in programma dal 16 al 18 ottobre, per i 25 anni dell’Istituto scientifico internazionale Paolo VI e i 50 del Centro per la regolazione naturale della fertilità. Per Zuppi, lo splendore è un “mistero della vita che cresce”, capace di “trasformare le difficoltà”: “E nell’umano vediamo il divino”. Il cardinale ha ricordato il diritto alla vita e l’attenzione di Papa Leone XIV alla dignità della persona, richiamando le sue parole pronunciate a Lourdes il 27 settembre. Ai 200 congressisti ha augurato di affrontare le sfide etiche con consapevolezza e professionalità, senza perdere di vista lo splendore dell’umano. Ha infine ringraziato l’Università Cattolica per l’impegno a “custodire, proteggere, curare la vita, a partire dalla fertilità”.