Congresso eucaristico nazionale: mons. Sigismondi (Orvieto), “l’intervessione di Carlo Acutis ci aiuti a fare dell’adorazione una priorità pastorale”

“Anche di fronte al segno sacramentale del mistero eucaristico l’ascolto della Parola regge all’impatto con la ‘magnifica humilitas’ delle specie del pane e del vino. Nell’inno ‘Adoro te devote’ si canta che davanti al mistero dell’Eucaristia, tra i cinque sensi, l’udito è l’unico a non ingannarsi: ‘Visus, tactus, gustus in te fallitur, / sed auditu solo tuto creditur’. Soltanto la mediazione dell’ascolto apre la porta della fede, lasciando alla nostra libertà la responsabilità di fare il giusto spazio allo ‘stupore eucaristico’”. Lo ha detto, stamattina, mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Orvieto-Todi, nell’omelia della messa celebrata nel duomo di Orvieto nella mattinata di oggi, a cui hanno partecipato i delegati delle diocesi italiane per il Congresso eucaristico nazionale.
“Cristo ci ha liberati per la libertà!” (Gal 5,1). “La vertiginosa grandezza della libertà, a cui accenna Paolo nella prima lettura, trova il proprio banco di prova nell’ascolto di quella ‘voce di silenzio sottile’ che è l’Eucaristia”, ha sottolineato il presule, ricordando: “Di questa voce ha fatto viva esperienza San Carlo Acutis, scomparso alle prime luci dell’alba del 12 ottobre di 20 anni fa: ci sono coincidenze che non si possono non chiamare disegno. Stando quotidianamente davanti al Santissimo Sacramento egli ha percorso quella che definiva ‘la mia autostrada per il cielo’. La sua intercessione ci aiuti a fare dell’adorazione eucaristica una priorità pastorale”. Mons. Sigismondi ha concluso evidenziando: “Il cammino di preparazione al XXVIII Congresso eucaristico nazionale ci impegna a ‘piegare le ginocchia in pensosa adorazione’”.

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