Una giornata all’insegna della solidarietà, della fraternità e dell’inclusione. L’associazione “Batti 5 Odv” ha promosso ieri, all’Istituto Suore Cappuccine di Scillichenti, un pranzo solidale per condividere il percorso avviato a sostegno delle persone più fragili e presentare le attività sociali realizzate grazie all’impegno dei volontari. Tra le iniziative proposte i laboratori di sartoria, uncinetto e lavori manuali dedicati alla terza età, pensati per favorire l’incontro e contrastare l’isolamento, e un percorso creativo e ricreativo rivolto alle persone con disabilità, con attività di pittura e realizzazione di piccoli manufatti. “Vogliamo offrire a chi vive questa fase della vita, soprattutto a chi sperimenta la solitudine, uno spazio di incontro e condivisione, nel quale riscoprire il piacere di stare insieme e sentirsi parte di una comunità”, ha detto la presidente dell’associazione, Pina Ricca. Un altro ambito importante è il doposcuola, rivolto ai ragazzi che incontrano difficoltà nel percorso scolastico o che necessitano di accompagnamento e occasioni di relazione. Il servizio si avvale di volontari e insegnanti disponibili a offrire gratuitamente il proprio tempo. “È un doposcuola inclusivo che non chiede troppi perché: chi si presenta è il benvenuto”, ha spiegato Giusi Torrisi, membro dell’Associazione, sottolineando come l’incontro, il fare insieme e la dimensione affettiva siano parte integrante del progetto educativo. L’associazione mette inoltre a disposizione uno sportello psicologico rivolto alle persone con disabilità e ai loro caregiver, spesso chiamati ad affrontare situazioni complesse senza un adeguato sostegno. Si tratta di uno spazio “sicuro di accoglienza e ascolto”, ha spiegato la psicologa Simona Currò che segue il servizio, evidenziando l’importanza di accompagnare non soltanto le persone direttamente interessate dalla disabilità, ma anche chi quotidianamente se ne prende cura. La giornata ha visto la partecipazione del vicario generale della diocesi, mons. Agostino Russo, e dei religiosi camilliani, accompagnati da fratel Carlo Mangione.