Venezuela, Groenlandia, Artico: Buonomo, “Onu inerte, Nato schiacciata su aspetti tecnico-militari, Ue fragile, divisa e priva di politica estera e difesa comune”

(Foto ANSA/SIR)

In un sistema internazionale sempre più polarizzato, anche le istituzioni nate per garantire stabilità e cooperazione mostrano crepe profonde. Le Nazioni unite, pensate per custodire una visione condivisa della sicurezza globale, appaiono oggi quasi paralizzate: “strumenti giuridici insufficienti, volontà politica indebolita e conflitti ormai ‘esternalizzati'” – come nel caso della guerra in Ucraina – “al di fuori del perimetro Onu” che appare “quasi inerte”. Lo sostiene in questa intervista al Sir Vincenzo Buonomo, professore di diritto internazionale alla Pontificia Università Lateranense. Analizzando il ruolo della Nato, Buonomo la definisce “sempre più schiacciata dagli aspetti tecnico‑militari, segnale della crisi più ampia della diplomazia multilaterale”. E poi la nuova corsa all’Artico tra Stati uniti, Russia e Cina, la cui posta in gioco “non sono solo le terre rare, ma il passaggio marittimo a nord‑ovest, corridoio strategico per le rotte commerciali globali, una sorta di nuova via della seta”, e le tensioni intorno alla Groenlandia con i rischi di fratture interne all’Alleanza Atlantica. Uno scenario in cui anche l’Unione europea mostra tutta la sua fragilità: divisa, priva di una politica estera comune, incapace di reagire con una voce sola persino di fronte al blitz statunitense voluto dal presidente Trump in Venezuela.
Sul fondo, l’appello di Papa Leone XIV ad una “pace disarmata e disarmante”, e il richiamo ad un risveglio delle coscienze” come “unica condizione per la pace”.

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