Leone XIV: al Corpo diplomatico, sì a cure palliative, no a “forme di illusoria compassione come l’eutanasia”, oggi “corto circuito dei diritti umani”

(Foto Vatican Media/SIR)

“È compito anche della società civile e degli Stati rispondere concretamente alle situazioni di fragilità, offrendo soluzioni alla sofferenza umana, quali le cure palliative, e promuovendo politiche di autentica solidarietà, anziché incoraggiare forme di illusoria compassione come l’eutanasia”. È l’appello del Papa, nella parte del suo primo discorso di inizio d’anno al Corpo diplomatico dedicato ai temi etici. “Analoga riflessione può essere riferita ai molti giovani costretti ad affrontare numerose difficoltà, tra le quali vi sono le tossicodipendenze”, ha proseguito Leone XIV, secondo il quale “occorre uno sforzo congiunto di tutti per debellare questa piaga dell’umanità e il narcotraffico che la alimenta, al fine di evitare che milioni di giovani in tutto il mondo finiscano vittime del consumo di droga. Insieme a tale sforzo non dovranno mancare adeguate politiche di recupero dalle dipendenze e maggiori investimenti nella promozione umana, nell’istruzione e nella creazione di opportunità di lavoro”. Di qui la necessità di “ribadire con forza che la tutela del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano”, perché “una società è sana e progredita solo quando tutela la sacralità della vita umana e si adopera attivamente per promuoverla”. Nel contesto attuale, invece, si sta verificando “un vero e proprio corto circuito dei diritti umani”, in base al quale “il diritto alla libertà di espressione, alla libertà di coscienza, alla libertà religiosa e perfino alla vita, subiscono limitazioni in nome di altri cosiddetti nuovi diritti, con il risultato che l’impianto stesso dei diritti umani perde vigore, lasciando spazio alla forza e alla sopraffazione. Ciò avviene quando ciascun diritto diventa autoreferenziale e soprattutto quando perde la sua connessione con la realtà delle cose, la loro natura e la verità”.

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