Negli scenari di conflitto attuali, “al centro vi è sempre l’idea che la pace sia possibile solo con la forza e sotto l’effetto della deterrenza”. Lo ha detto il Papa, passando in rassegna i focolai di crisi internazionale, nel suo primo discorso di inizio d’anno al Corpo diplomatico. “La guerra si accontenta di distruggere, la pace, invece, richiede uno sforzo continuo e paziente di costruzione e una continua vigilanza”, ha ricordato Leone XIV sulla scorta di sant’Agostino: “Tale sforzo interpella tutti, a cominciare dai Paesi che detengono arsenali nucleari”. A tale proposito, il Papa ha auspicato di dar seguito al Trattato New START, in scadenza il prossimo mese di febbraio, e ha deplorato la corsa “a produrre nuove armi sempre più sofisticate, anche mediante il ricorso all’intelligenza artificiale”, strumento quest’ultima che “necessita di una gestione adeguata ed etica, nonché di quadri normativi incentrati sulla tutela della libertà e sulla responsabilità umana”. “Nonostante il quadro drammatico che abbiamo di fronte ai nostri occhi, la pace rimane un bene arduo ma possibile”, ha concluso Leone: “Il prossimo mese di ottobre, ricorrerà l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, un uomo di pace e di dialogo, universalmente riconosciuto anche da chi non appartiene alla Chiesa cattolica. La sua vita è luminosa perché animata dal coraggio della verità e dalla consapevolezza che un mondo pacifico si edifica a partire da un cuore umile, proteso alla città celeste. Un cuore umile e costruttore di pace e quanto auguro a ciascuno di noi e ad ognuno degli abitanti dei nostri Paesi all’inizio di questo nuovo anno”.