Leone XIV: al Corpo diplomatico, “il linguaggio è diventato un’arma con cui ingannare, colpire o offendere gli avversari”, “riscoprire il significato delle parole”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Riscoprire il significato delle parole è forse una delle prime sfide del nostro tempo”. Ne è convinto il Papa, che nel suo primo discorso di inizio d’anno al Corpo diplomatico ha denunciato: “Quando le parole perdono la loro aderenza alla realtà e la realtà stessa diventa opinabile e in ultima istanza incomunicabile, si diventa come quei due, di cui parla sant’Agostino, che sono costretti a rimanere insieme senza che nessuno di loro conosca la lingua dell’altro”. “Nei nostri giorni il significato delle parole è sempre più fluido e i concetti che esse rappresentano sempre più ambigui”, ha osservato Leone XIV: “Il linguaggio non è più il mezzo privilegiato della natura umana per conoscere e incontrare, ma, nelle pieghe dell’ambiguità semantica, diviene sempre più un’arma con la quale ingannare o colpire e offendere gli avversari”. “Abbiamo bisogno che le parole tornino ad esprimere in modo inequivoco realtà certe”, l’appello del Pontefice: “Solo cosi può riprendere un dialogo autentico e senza fraintendimenti. Ciò deve avvenire nelle nostre case e piazze, nella politica, sui mezzi di comunicazione e sui social media e nel contesto dei rapporti internazionali e del multilateralismo, affinché quest’ultimo possa riacquistare la forza necessaria per svolgere quel ruolo di incontro e di mediazione, necessario a prevenire i conflitti, e nessuno sia tentato di prevaricare l’altro con la logica della forza, sia essa verbale, fisica o militare”. Papa Leone ha stigmatizzato, inoltre il “paradosso” per cui “questo indebolimento della parola e sovente rivendicato in nome della stessa libertà di espressione”. Ma è vero il contrario: “La libertà di parola e di espressione è garantita proprio dalla certezza del linguaggio e dal fatto che ogni termine è ancorato alla verità”. “Specialmente in Occidente”, invece, si stanno “sempre sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà di espressione, mentre va sviluppandosi un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano, che, nel tentativo di essere sempre più inclusivo, finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano”.

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