Perché Donald Trump accantona, almeno per ora, la leader dell’opposizione a Nicolás Maduro, María Corina Machado, e sceglie un’intesa con Delcy Rodríguez, già nominata dalla Corte suprema facente funzioni di presidente, in una convergenza seppur provvisoria con Washington? A offrire una chiave di lettura è l’analista ed economista Víctor Álvarez, direttore di “Pedagogía económica y política” ed ex ministro dell’Industria ed Estrazioni minerarie durante il governo di Hugo Chávez. L’analisi parte da una contraddizione: “Marco Rubio e il Dipartimento di Stato hanno sostenuto la tesi del ‘furto delle elezioni presidenziali’ del 28 luglio 2024 per negare la legittimità di Maduro, costruendo una narrazione secondo cui il Venezuela non sarebbe governato da un’autorità eletta, ma da una struttura criminale”. Tuttavia, osserva Álvarez, “Trump dubita che Machado ed Edmundo González possano contare su un riconoscimento sufficiente da parte delle forze armate e delle istituzioni per garantire una transizione ordinata, evitando un’ondata di violenza e caos”. Da qui la scelta di “tutelare la transizione” e di accordarsi con “un governo debole come quello di Delcy Rodríguez”, per imporre condizioni legate soprattutto al settore energetico. Secondo Álvarez, questa strategia rinvia il cambio immediato di comando e apre la strada a un’intesa fondata su indennizzi alle compagnie statunitensi, sull’apertura dell’industria petrolifera e su un possibile “Patto di convivenza pacifica”.