Come i luoghi di culto storici possano contribuire a rendere i quartieri europei più belli, sostenibili e inclusivi per tutti: questa è la domanda di fondo di un progetto europeo che ha come coordinatori la Rete europea per i luoghi di culto storici “Future for religious heritage”, la Commissione degli episcopati dell’Ue (Comece) e l’Università cattolica di Linz, in partenariato con 30 enti e individui. Il progetto si inserisce nel percorso del New European Bauhaus: “Crediamo che gli edifici religiosi possano essere un motore di coesione sociale, transizione verde e sviluppo locale sostenibile nei quartieri di tutta Europa”, spiegano gli ideatori del progetto. “Tuttavia, ciò richiede un approccio intersettoriale e multidisciplinare, che coinvolga tutti gli stakeholder che possono sostenere il patrimonio culturale religioso”. L’itinerario elaborato dovrà produrre un modello per il riutilizzo adattivo dei siti del patrimonio religioso (incluse le responsabilità etiche ed estetiche nei processi di trasformazione), e raccomandazioni politiche per decisori politici, professionisti e gestori/proprietari di siti. Il progetto prenderà avvio in primavera, sarà presentato al New European Bauhaus Festival nel giugno 2026; nel frattempo prenderà avvio una ricerca transdisciplinare sui “criteri” per identificare le principali discussioni politiche riguardanti i siti del patrimonio religioso e le principali raccomandazioni politiche. Il percorso prevede diversi prossimi appuntamenti di approfondimento.