È stato formalizzato oggi a Roma il riconoscimento della Figc-Federazione italiana giuoco calcio come Federazione nazionale sportiva paralimpica da parte del Cip-Comitato italiano paralimpico. La firma, illustrata nel corso di una conferenza stampa nella sede Figc, segna un passaggio storico per il movimento calcistico paralimpico italiano e consolida il percorso di collaborazione avviato negli ultimi anni tra le due istituzioni. La delibera del Consiglio nazionale del Cip attribuisce alla Figc, a partire dal 1 gennaio 2026, la gestione tecnica, organizzativa, formativa e finanziaria dell’attività calcistica per atleti amputati e cerebrolesi, che si affiancherà a quella già svolta dalla Divisione calcio paralimpico e sperimentale, oggi diffusa sull’intero territorio nazionale. Un’evoluzione che arriva dopo il protocollo del 2019, con cui fu istituita la Divisione federale, e quello del 2024, finalizzato a definire un assetto strategico condiviso. “Per l’intero movimento calcistico italiano, quello del Comitato italiano paralimpico è un riconoscimento storico che ci rende orgogliosi e che ci responsabilizza ancora di più”, ha dichiarato il presidente della Figc Gabriele Gravina, sottolineando come l’inclusione attraverso il calcio sia diventata una vera e propria missione federale. “Abbiamo deliberato il riconoscimento della Figc quale Federazione nazionale sportiva paralimpica perché questo passaggio era importante che si concretizzasse”, ha spiegato il presidente del Cip, Marco Giunio De Sanctis, definendolo “un primo, importante passo di un percorso più ampio”, destinato ad accogliere in futuro anche altre tipologie di disabilità. Una data “storica per il calcio paralimpico italiano”, secondo il presidente della Divisione calcio paralimpico Franco Carraro, che ha ricordato come la crescita del movimento risponda anche alle attese delle famiglie, perché “la pratica sportiva non fa bene solo al corpo, ma fa stare meglio le persone sotto ogni aspetto”.