Israele-Hamas: Di Segni (Ucei) su liberazione ultimo ostaggio, “commozione”. “Adesso finalmente può iniziare un percorso di elaborazione del trauma”

“Con il ritorno di Ran Gvili, l’ultimo ostaggio ucciso per mano dei terroristi di Hamas è con commozione, alla vigilia del 27 gennaio, che accogliamo la notizia del suo ritrovamento e rientro della salma dopo 843 giorni di ansia e attesa. Possiamo finalmente dire che tutti sono tornati a casa”. Così Noemi Di Segni presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. “Abbiamo anche noi condiviso i momenti di gioia per le famiglie che hanno riabbracciato i loro cari e il lutto di chi non è più tra noi. Adesso finalmente può iniziare un percorso di elaborazione del trauma per i singoli, lo Stato di Israele e le nostre Comunità. Le ferite sono anche quelle dell’anima, dell’impatto su ogni ambito relazionale e di vita quotidiana. Una fase straziante dell’orrore del 7 ottobre che si chiude e avvia quella della cura e la consapevolezza di dover completare un impervio lavoro di documentazione, condivisione di verità e risposte alle falsità. Ora è il momento della dignità di sepoltura, omaggiando con deferenza Ran che ha sacrificato la vita per salvare quella degli altri. L’Unione delle Comunità Ebraiche piange con la sua famiglia, i suoi cari, con tutto lo Stato di Israele. Sia benedetto il suo nome”.

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