Giorno della Memoria: mons. Trevisi (Trieste), “umiliati per l’insorgere continuo di razzismo, antisemitismo, vessazioni e angherie che schiacciano le persone e spargono odio, violenza, pregiudizio”

“Signore, siamo umiliati per la prepotenza con cui si governa il mondo e si perpetuano ancora violenze e soprusi che schiacciano i popoli. Converti i cuori induriti e illumina le menti di chi si macchia del sangue dei fratelli e delle sorelle. Signore, siamo umiliati per l’insorgere continuo di razzismo, di antisemitismo, di vessazioni e angherie che schiacciano le persone e spargono odio, violenza, pregiudizio. Converti i cuori di tutti gli adulti perché sappiano testimoniare ai ragazzi e ai giovani la capacità di ascolto, di dialogo sincero, di ricerca della verità e del tuo progetto di giustizia e di pace”. Lo ha affermato il vescovo di Trieste, mons. Enrico Trevisi, durante la cerimonia commemorativa del Giorno della Memoria che si è tenuta oggi al Monumento nazionale della Risiera di San Sabba.
“Signore, siamo umiliati per la strumentalizzazione del nome di Dio e delle religioni che porta a giustificare sopraffazioni e prepotenze e a calpestare i diritti delle persone e dei popoli. ‘Non nominare il nome di Dio invano’ resta il comandamento a cui tutti debbono convertirsi, ricercando giustizia e rispetto per i deboli e gli oppressi, nei quali si riflette il volto di Cristo”, ha proseguito il presule: “Signore, siamo umiliati per il sangue innocente che il narcisismo, l’avidità e il potere spargono in ogni parte della terra. Rendici audaci costruttori di giustizia e di pace. Nelle nostre famiglie. Nelle nostre scuole e nel lavoro. Nelle nostre città e nel nostro Paese. Nel mondo intero”. “Signore, siamo umiliati per l’indifferenza che dilaga nei nostri cuori e nei nostri popoli. Non ci si commuove e non ci si indigna per chi soffre, per chi è solo, per chi è nella miseria. Converti i nostri cuori infiacchiti e rendili capaci di pietà e di giustizia coraggiosa. Nel nome di Gesù aiutaci a compromettere anzitutto noi stessi prima di accusare altri. Guardiamo a te, Gesù, perché siano guarite le nostre paure e perché possiamo diventare lievito di fraternità e di pace. Ovunque”. “Nella tua pace, o Dio, accogli i nostri cari defunti uccisi qui e altrove dal furore ideologico”, ha concluso mons. Trevisi: “La memoria del loro sacrificio ci renda coraggiosi nella ricerca della verità e del rispetto che è dovuto sempre ad ogni persona, creata a tua immagine, e da te benedetta, perché in Abramo sono benedetti tutti i popoli della terra”.

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