Diocesi: Concordia-Pordenone, costituita la nuova équipe diocesana per la promozione della ministerialità e dello stile sinodale

Nel documento programmatico “Indicazioni e suggerimenti per l’Anno Pastorale 2025-26”, il vescovo della diocesi di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, ha delineato un rinnovamento strutturale per la diocesi, “volto – si legge in un comunicato – a dare attuazione concreta al cammino sinodale. Al fine di sostenere i processi di cambiamento necessari, è stato istituito uno specifico ambito pastorale dedicato all’avvio di percorsi formativi e di rinnovamento”. Tale settore, definito di pastorale “straordinaria”, è posto sotto la responsabilità del Vicario episcopale per l’attuazione del Sinodo, don Orioldo Marson. All’interno di questa cornice istituzionale, inizia il proprio servizio una nuova équipe coordinata da don Davide Brusadin e da Alex Zappalà. Il mandato affidato a questo gruppo di lavoro è duplice: “favorire la transizione verso una forma di Chiesa compiutamente ‘sinodale e ministeriale’ e supportare le comunità nell’adozione di prassi pastorali rinnovate”.
Una delle priorità operative assegnate all’équipe riguarda la riflessione e l’implementazione dei Ministeri Istituiti del Lettore, dell’Accolito e del Catechista. Come indicato dal vescovo, spetterà a questo nuovo ambito il compito di strutturare un percorso formativo specifico, in linea con gli orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana, per valorizzare i carismi laicali in un’ottica di corresponsabilità ecclesiale. Il materiale prodotto sarà poi fonte di lavoro e studio da parte del Consiglio Presbiterale, che ha già iniziato il confronto sul tema, e del nuovo Consiglio Pastorale Diocesano. L’attività dell’équipe non si configurerà come un percorso parallelo, bensì si svilupperà in costante dialogo con gli uffici di Curia e con le strutture della pastorale “ordinaria”. L’obiettivo è “permeare la vita quotidiana delle parrocchie e delle Unità Pastorali con lo stile sinodale, affinché le istanze di rinnovamento non rimangano teoriche ma incidano concretamente sulla trasmissione della fede e sulla vita comunitaria”.

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