Card. Zuppi: Pesavento (Coordinamento docenti diritti umani), invito al voto è “un atto di fiducia nella maturità democratica dei cittadini”

“In una fase storica segnata da una crescente disaffezione verso le istituzioni e da una riduzione del confronto pubblico a slogan e contrapposizioni, il richiamo alla necessità di informarsi, riflettere e votare rappresenta un atto di fiducia nella maturità democratica dei cittadini”. E’ quanto afferma in una nota Romano Pesavento presidente del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani in merito all’intervento ieri del card. Zuppi che in apertura del Consiglio permanente della Cei ha invitato i cittadini a partecipare in modo consapevole al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. “Tale appello, lungi dall’essere una presa di posizione contingente, si colloca in un orizzonte più ampio di responsabilità civile e culturale, che chiama in causa direttamente il ruolo educativo della scuola e il valore formativo della partecipazione democratica”, afferma Pesavento che aggiunge: “Il tema della giustizia, della separazione dei poteri e dell’autonomia della magistratura non può essere ridotto a una questione tecnica o riservata a specialisti: esso tocca il cuore dello Stato di diritto e riguarda la garanzia dei diritti fondamentali di ogni persona”. Per questa ragione, il Coordinamento ribadisce che “tali questioni devono entrare a pieno titolo nel percorso educativo delle giovani generazioni, affinché il voto non sia un gesto episodico, ma l’espressione di una coscienza civica consapevole”. Sono stati inoltre apprezzate anche le parole di Zuppi sul fine vita e sulla dignità umana, il richiamo alla condizione delle giovani generazioni, alla luce dei recenti fatti di violenza che hanno scosso l’opinione pubblica e il riferimento al contrasto dell’antisemitismo e di ogni forma di odio, “in un contesto internazionale segnato da conflitti drammatici e da narrazioni polarizzanti”. “La difesa dei diritti umani impone di tenere insieme il rifiuto di ogni violenza e la tutela delle comunità colpite da discriminazione, senza ambiguità e senza giustificazioni strumentali”, sottolinea Pesavento.

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