L’attenzione al tema povertà è ridotta al lumicino tra i dodici influencer presi a campione dall’indagine “Taglio basso” di Caritas italiana e Osservatorio di Pavia, presentata oggi a Roma: solo lo 0,8% dei quasi 19.000 post analizzati affronta la povertà, quasi sempre in modo accessorio (79%) e senza ricorso a dati statistici (97%). Prevale la povertà assoluta (57%), mentre quella relativa o estrema resta marginale. Un terzo dei contenuti contiene almeno uno stereotipo, spesso con accenti colpevolizzanti: l’associazione più frequente è quella tra povertà e incapacità personale. Il rapporto segnala però alcuni elementi positivi: nei momenti di maggiore attenzione mediatica – come il Festival di Sanremo o la morte di Papa Francesco – emergono richiami alla responsabilità etica e alla solidarietà. Caritas avverte il rischio di una “povertà informativa” su due piani: i poveri sono meno informati e quindi meno cittadini; l’informazione su di loro è scarsa o di bassa qualità. Tra le raccomandazioni: continuità nella copertura, diversificazione dei frame narrativi, valorizzazione delle voci competenti e uso di dati empirici per racconti più solidi e contestualizzati.