“La povertà ha tutti i requisiti di notiziabilita’: è attuale, vicina, drammatica, diffusa, ha conseguenze profonde sulla vita delle persone e della società. Eppure resta ai margini dell’informazione perché inquieta e può toccare chiunque. La povertà è un tabù”: lo ha affermato oggi pomeriggio a Roma Paolo Valente, vicedirettore di Caritas italiana, intervenendo alla presentazione del Rapporto di Caritas italiana, in collaborazione con Osservatorio di Pavia, “Taglio basso. Come la povertà fa notizia”. “Non è possibile che l’anziano che muore in strada non fa notizia mentre lo è il ribasso di 2 punti in Borsa”, ha fatto notare Valente. Inoltre “la semplificazione e la strumentalizzazione – ha proseguito – contribuiscono a mantenere le disuguaglianze”. Il vicedirettore di Caritas italiana ha anche sottolineato “le responsabilità di chi lavora accanto alle persone povere di fornire una informazione corretta e dati affidabili, per tenere insieme statistiche e storie”. In più, ha rilevato, “l’attuale scarsità di giornalisti rende tutti più poveri perché abbiamo più informazioni ma meno capacità di interpretarle”. A questo proposito il giornalista di Tv2000 Maurizio Di Schino, presidente Ucsi Lazio e componente della giunta esecutiva Fnsi, ha poi evidenziato il calo del 30% di giornalisti contrattualizzati dal 2011 ad oggi: “Da 19.000 nel 2011 oggi siamo diventati 13.000. Su 100.000 iscritti all’Ordine, i due terzi sono pubblicisti. Quindi la gran parte della categoria è precaria, pagata poco e senza tutele, anche rispetto alle querele temerarie”. Di Schino ha poi puntato il dito contro “la velocizzazione del lavoro di redazione e le scelte di chi ne è a capo, che porta a preferire il lavoro di desk e sacrificare il tempo e la qualità invece di andare, ascoltare, guardare, entrare in relazione con le persone che raccontiamo. Non si percepisce più l’odore della polvere della strada ma solo quello della polvere delle tastiere”.