Geopolitica: Mattarella, “irresponsabile indebolire l’Onu. Inaccettabili le allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa”

“In un percorso durato 80 anni, le Nazioni Unite sono state protagoniste di progressi decisivi, dalla decolonizzazione al sostegno allo sviluppo sociale ed economico di miliardi di persone, dagli interventi per il mantenimento della pace alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Oggi l’Onu continua a essere la cornice di riferimento fondamentale per affrontare sfide che travalicano i confini nazionali: la promozione di un’agenda condivisa per la preservazione del nostro pianeta, le sfide poste dall’intelligenza artificiale, la tutela della salute globale, solo per citarne alcune: il crimine organizzato rientra in questa categoria di sfide che richiedono una risposta internazionale costante e coordinata”. Lo ha affermato oggi a Vienna il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all’evento di alto livello della Giornata internazionale per la prevenzione e la lotta ad ogni forma di crimine organizzato transnazionale.
Il Capo dello Stato ha sottolineato l’“esigenza di rafforzare – e non demolire – l’architettura relativa al disarmo e alla non proliferazione delle armi nucleari, in una fase storica in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa”. “Non esistono alternative al multilateralismo, a meno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti, con un ritorno ad una visione primitiva dei rapporti fra i popoli, i cui esiti sono storicamente e drammaticamente ben noti”, ha ammonito il presidente.
Nel suo intervento, Mattarella ha ricordato come “Giovanni Falcone aveva intuito l’importanza della cooperazione internazionale come strumento per contrastare la criminalità organizzata: dai traffici illeciti alla movimentazione dei proventi di reato per il loro riutilizzo e riciclaggio”. “Forte di questa convinzione, Falcone aveva guidato – proprio in questo edificio, come è stato ricordato dalla direttrice poc’anzi – la delegazione italiana alla prima sessione della Commissione Onu per la Prevenzione del crimine e per la Giustizia penale, nel 1992, poche settimane prima del suo assassinio”, ha aggiunto il Capo dello Stato, sottolineando che “la sua visione venne condivisa e sviluppata, giungendo all’avvio dei lavori per la redazione della Convenzione di Palermo”. “Oggi, qui, a Vienna, rinnoviamo solennemente il nostro impegno contro la criminalità organizzata”, ha concluso Mattarella: “Si tratta di una comune responsabilità morale che appartiene alla comunità internazionale nel suo insieme, e deve unirla”.

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