Leone XIV: “ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità”

“La Chiesa ha sempre riconosciuto nei migranti una presenza viva del Signore”. A ricordarlo è il Papa, nel terzo capitolo della “Dilexi te”, in cui sottolinea che “nel XIX secolo, quando milioni di europei emigravano in cerca di migliori condizioni di vita, due grandi santi si distinsero nella cura pastorale dei migranti: San Giovanni Battista Scalabrini e Santa Francesca Saverio Cabrini”. “La tradizione dell’attività della Chiesa per e con i migranti continua e oggi questo servizio si esprime in iniziative come i centri di accoglienza per i rifugiati, le missioni di frontiera, gli sforzi di Caritas Internationalis e di altre istituzioni”, fa notare Leone: “il Magistero contemporaneo ribadisce chiaramente questo impegno”, aggiunge menzionando Papa Francesco e i quattro verbi in cui ha riassunto la sfida delle migrazioni: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. “Ma questi verbi non valgono solo per i migranti e i rifugiati”, precisa Leone: “Essi esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati”. “La Chiesa, come una madre, cammina con coloro che camminano”, commenta ancora il Pontefice: “Dove il mondo vede minacce, lei vede figli; dove si costruiscono muri, lei costruisce ponti. Sa che il suo annuncio del Vangelo è credibile solo quando si traduce in gesti di vicinanza e accoglienza. E sa che in ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità”.

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