Ecuador: vescovi su conflitto minerario di Palo Quemado invitano al “dialogo” e a mettere al primo posto i “diritti della persona e della natura”

Attraverso un comunicato, il Consiglio di presidenza della Conferenza episcopale dell’Ecuador ha espresso la propria vicinanza e solidarietà alla popolazione a causa dei recenti eventi di violenza nella parrocchia di Palo Quemado, situata nel cantone di Sigchos, nella provincia di Cotopaxi, nel centro del Paese. In diverse occasioni, varie persone, organizzazioni comunitarie, chiese, indigeni, contadini e altre voci della comunità di Las Pampas e Palo Quemado hanno espresso il loro malcontento per l’imposizione di un progetto minerario La Plata, gestito dalla società canadese Atico Mining, che mira a estrarre oro, rame, argento e zinco, ed è destinato a colpire nelle sue molteplici espressioni nell’ecosistema. Nei giorni scorsi, membri della Polizia nazionale dell’Ecuador e delle Forze armate hanno compiuto una violenta incursione nella comunità, contro i residenti che manifestavano. Di fronte ai focolai di violenza generati da questi progetti minerari, la Chiesa esorta il governo e la popolazione di Palo Quemado a cercare soluzioni giuste per il bene di tutti gli ecuadoriani in un “clima di rispetto e realismo”. Nel loro messaggio, i vescovi insistono affinché le autorità statali e le organizzazioni responsabili di questo progetto risolvano il conflitto secondo le norme stabilite dalla Costituzione e dalla legge, difendendo, “al di sopra di ogni interesse, i diritti delle persone e della natura”. In questo contesto, chiedono alle autorità di rispettare le norme legali previste dalla legge, come la consultazione preventiva della popolazione.

Presente a Palo Quemado, per collaborare ai riti della Settimana Santa, anche il missionario fidei donum della diocesi di Treviso, don Giuliano Vallotto, che solitamente risiede a Quito. “Gli abitanti – racconta al Sir – hanno resistito in tutti questi giorni, si sono organizzati, non hanno avuto paura  ‘degli elicotteri che li minacciavano a bassa quota’, come mi ha detto con fierezza una signora, sono riusciti a far parlare di sé un Paese intero e, pur con la ‘propaganda ufficiale’ a loro sfavore, hanno ottenuto la solidarietà di molte organizzazioni popolari, hanno ricevuto una grande quantità di viveri da parte di molte organizzazioni e, soprattutto, sono riusciti a ospitare più di 2000 persone offrendo il pranzo a tutti. Aria di vittoria! Soddisfazione per una impresa sorprendente per loro stessi! Forse il David che sconfigge il Golia? È proprio presto per dirlo”.

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