Guatemala: vescovi, “volontà del popolo rispettata, ora rafforzare democrazia e dialogo, combattere corruzione”

Dal 10 al 14 luglio la Chiesa del Guatemala terrà un Congresso eucaristico nazionale in occasione del 500° anniversario dell’evangelizzazione del Paese (1524-2024), quando fu celebrata la prima eucaristia in territorio guatemalteco. Lo hanno comunicato i vescovi del Guatemala, nel messaggio diffuso ieri, al termine della propria assemblea plenaria, “Il nostro – scrivono – è un atto di ringraziamento, come significa l’Eucaristia stessa, al Signore che è venuto ed è stato realmente presente nel Santissimo Sacramento per cinque secoli”.
Il messaggio della Conferenza episcopale (Ceg) tocca vari temi di attualità politica, ricordando che “è ancora una sfida rafforzare uno Stato democratico, poiché quello che viviamo in Guatemala è così debole, e quindi ci rivolgiamo ai nostri fratelli e sorelle guatemaltechi in questo anno in cui la politica sta entrando in una nuova fase, con nuovi governanti a livello nazionale e municipale”. I vescovi prendono atto, con soddisfazione che, in seguito all’insediamento del presidente Bernardo Arévalo “la volontà del popolo è stata rispettata”, il che ha prodotto un “clima di speranza e buone aspettative”, ma “queste aspettative devono anche diventare realtà”.
Hanno invitato tutto il popolo guatemalteco a essere “attento e vigile” ai piani del Governo, affinché “dimostrino la loro efficacia nei settori che consideriamo prioritari per le esigenze del Paese”, come le infrastrutture stradali, la sicurezza, l’istruzione e la sanità.
I vescovi guatemaltechi hanno insistito sul fatto che la costruzione della democrazia “richiede la confluenza di diversi attori e carismi capaci di superare le differenze attraverso il dialogo, il consenso e la tolleranza”. Pertanto, hanno espresso la loro preoccupazione per la crescente tensione politica in cui alcuni settori stanno conducendo “una guerra legale utilizzando la legge e interpretandola o gestendola al ritmo di interessi particolari, puramente politici o di gruppo”. Infine, i vescovi hanno raccomandato al nuovo Governo di combattere la corruzione per avviare “un processo di totale trasparenza” in cui prevalga “una cultura di onestà, trasparenza e responsabilità”.

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