Diocesi: Acireale, i volontari di “Amici delle Missioni” a febbraio in Guinea-Bissau per realizzare nuovi pozzi

(Foto: diocesi di Acireale)

Si è conclusa circa un mese fa l’esperienza in Guinea-Bissau organizzata dal gruppo “Amici delle Missioni”. A guidare il piccolo gruppo il diacono permanente della diocesi di Acireale Sebastiano Genco, fondatore e animatore dell’associazione acese che ha celebrato il 26° anno di servizio.
“Insieme a Genco in missione nello Stato africano sono andati il geometra Matteo Rizzo e l’architetto Roberto De Grazia – ricorda una nota diffusa oggi dalla diocesi di Acireale -. Nobile l’intento: concretizzare con il governo locale l’accordo per realizzare i moduli ospedalieri necessari alla comunità, in particolare il reparto di maternità. La questione nascite in Africa è un problema radicato. Nell’Africa rurale, ben distinta dal turismo e dai suoi centri, natalità e mortalità vanno quasi corrispondenti. I dati di Save the children Italia riportano infatti che, seppur è vero che i Paesi africani sono segnati da esplosioni demografiche, le complicazioni nella gravidanza e nel parto proprio in Guinea-Bissau portano alla morte 1.100 donne ogni 100.000 nati vivi”.
Un numero preoccupante e in crescita che ha incoraggiato i volontari dell’associazione ad intervenire per la realizzazione di un ospedale. Come previsto dall’accordo, sarà il governo locale a farsi carico delle attrezzature sanitarie e del personale medico da impiegare nella struttura, che sarà realizzata dall’associazione grazie al contributo di volontari e benefattori.
“Le complicanze nella fase della gestazione e del parto sono innumerevoli. Non solo il rischio di un parto prematuro, ma anche le infezioni e le malattie che possono contrarre le donne sono tante: l’Aids in primis, ma anche malaria e polmonite sono motivo delle morti materne. Cause che si potrebbero prevenire con pochi accorgimenti, che nel mondo sono ovvietà ma in questa terra sono un lusso – dichiara Sebastiano Genco –. È importante avere del personale specializzato in sala parto e facilitare l’accesso a cure in fase della maternità ed anche in post nascita. Noi ci impegniamo perché a tutte le donne sia data la possibilità di vivere serenamente la gravidanza. Diventare madre e dare la vita è sempre un dono, in qualunque parte del mondo questo accada. Renderla un’esperienza serena è un dovere morale che ciascuno di noi deve riconoscere e sostenere”.
Il progetto dell’ospedale non è l’unico dell’associazione, aggiunge la nota della diocesi acese: “Nel ventennio di servizio in Africa, grazie alla collaborazione con suore e sacerdoti missionari, guidati dal vescovo guineano, mons. José Campate, sono stati realizzati pozzi, scuole e centri per la salute. Senza dimenticare la promozione delle adozioni a distanza e i progetti per il sostegno scolastico ai ragazzi più volenterosi, con la realizzazione di borse di studio atte a rendere merito al loro impegno”.
Le attività che si propone l’associazione non hanno però la loro conclusione in questa esperienza, che al contrario sa dare motivazione e slancio verso nuove iniziative.
I volontari dell’associazione torneranno infatti in Africa nel prossimo mese di febbraio, “per portare ancora il loro aiuto attraverso la realizzazione di nuovi pozzi e nuovi centri per il miglioramento della vita della popolazione locale”.

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