Green Deal: Dombrovskis (Commissione), “l’Ue non è stata costruita in un giorno e lo stesso vale per un’Europa verde”

(Strasburgo) Spetta a Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione, spiegare alcuni aspetti finanziari del piano per una “transizione climatica equa”: “Affinché l’Europa possa diventare un’economia climaticamente neutra servono impegno politico e investimenti ingenti. Intendiamo innanzitutto fare leva sul bilancio dell’Ue per mobilitare fondi privati a favore dei progetti verdi in tutta Europa e sostenere le regioni e le popolazioni maggiormente colpite dalla transizione. In secondo luogo introdurremo i giusti incentivi normativi per consentire la diffusione degli investimenti verdi. Da ultimo aiuteremo le autorità pubbliche e gli attori del mercato a individuare e sviluppare questi progetti. L’Unione europea non è stata costruita in un giorno e lo stesso vale per un’Europa verde”. Il piano finanziario, che integra altre iniziative annunciate nel quadro del Green Deal, si articola in tre principali dimensioni. Anzitutto il finanziamento: si tratta di “mobilitare almeno mille miliardi di euro per investimenti sostenibili nei prossimi dieci anni; il bilancio Ue destinerà all’azione per il clima una quota di spesa pubblica senza precedenti, attirando i fondi privati, e in questo contesto la Banca europea per gli investimenti svolgerà un ruolo di primo piano”. Secondo elemento, un quadro favorevole agli investimenti: ovvero “prevedere incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati”. Terzo, sostegno pratico: la Commissione si impegna a fornire “sostegno alle autorità pubbliche e ai promotori in fase di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili”.
Concretamente il meccanismo presentato a Strasburgo – richiesto pressantemente da Polonia e altri Paesi dell’Europa centro-orientale – consterà di tre fonti principali di finanziamento: il Fondo per una transizione giusta, per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di euro di nuovi fondi Ue, che si sommano alla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine. “Per poterne beneficiare gli Stati membri dovranno individuare i territori ammissibili mediante appositi piani territoriali, di concerto con la Commissione”. Dovranno inoltre impegnarsi a integrare ogni euro versato dal Fondo con contributi dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo Plus. Ciò dovrebbe tradursi in finanziamenti totali dell’ordine di 30-50 miliardi di euro. La seconda fonte di finanziamento sarà un sistema specifico nell’ambito di InvestEu, che punta a mobilitare fino a 45 miliardi di investimenti. “Lo scopo è attrarre investimenti privati a beneficio delle regioni interessate, ad esempio nei settori dell’energia sostenibile e dei trasporti, e aiutare le economie locali a individuare nuove fonti di crescita”. Infine, uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’Ue, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di euro.

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