Leone XIV: Vicariato di Roma, al cardinale vicario l’alta direzione. Consiglio episcopale consultivo

È il cardinale vicario – non più il Papa – a guidare il Vicariato di Roma. Con il motu proprio Confirma fratres tuos, firmato il 24 giugno e in vigore dal 30, Leone XIV ha sostituito integralmente la costituzione apostolica In Ecclesiarum communione con cui Francesco aveva riordinato il Vicariato il 6 gennaio 2023. La novità riguarda i vertici: il cardinale vicario, a nome e per mandato del Pontefice, “ha l’alta ed effettiva direzione del Vicariato” ed è “giudice ordinario della Diocesi di Roma”, coadiuvato dai vescovi ausiliari, tra i quali è nominato il vicegerente. Cambia soprattutto il Consiglio episcopale: nel testo del 2023 era “organo primo della Sinodalità” e “luogo apicale del discernimento e delle decisioni”, presieduto dal Papa in persona; ora è presieduto dal cardinale vicario e “esprime il proprio parere sulle principali questioni pastorali e amministrative” della diocesi, con funzione consultiva. I vescovi ausiliari, prima titolari di una potestà ordinaria vicaria autonoma sul Settore, ora operano “in piena condivisione con il Cardinale Vicario”. Compare una figura nuova, il Moderator curiae, che “coordina le attività del Vicariato” e “vigila sul corretto adempimento dei compiti affidati al personale”. Restano invece invariati rispetto al 2023 – e dunque non sono una novità del motu proprio – la Commissione indipendente di vigilanza, il Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, che riferisce al Consiglio episcopale tramite un vescovo ausiliare delegato, e l’elenco degli Uffici, dalla pastorale familiare e giovanile all’ecumenismo. Complessivamente gli articoli passano da quarantacinque a quarantadue.

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