Terremoto in Venezuela: mons. Conceição Ferreira (vescovo Puerto Cabello) al Sir, “mi trovavo a venti km dall’epicentro. Qui l’ospedale non riesce a far fronte ai feriti”

“Quando c’è stata la prima scossa di terremoto mi trovavo a venti chilometri dall’epicentro, per festeggiare la festa patronale di San Giovanni”. Lo racconta, al Sir, il vescovo di Puerto Cabello, mons. José Antonio Da Conceição Ferreira, che parte da quei lunghi minuti di paura e concitazione per raccontare come la comunità della sua diocesi sta vivendo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo stesso capoluogo, Puerto Cabello, dista poche decine di chilometri dall’epicentro della seconda scossa, Morón e qui, spiega il vescovo, con il quale riusciamo a parlare dopo una giornata di interruzione delle linee telefoniche, “molte case sono crollate, e abbiamo già contato una decina di vittime. A Puerto Cabello, l’ospedale non riesce a fare fronte al numero di feriti, è completamente al collasso. Per quanto riguarda le chiese, ci sono molti danni e una è andata completamente distrutta”.
Di fronte alla tragedia, la Chiesa locale ha cercato subito di attrezzarsi: “Cerchiamo di aiutare le persone, sia dal punto di vista medico, che psicologico. Abbiamo attivato raccolte di generi alimentari, acqua, generi di prima necessità. Le persone sono terrorizzate, ma mi ha colpito come molte persone si sono messe a disposizione nelle parrocchie per aiutare in tutti i modi. Ci danno una grande speranza”.

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