Avere un lavoro non basta più ad evitare la povertà. Secondo il Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas italiana presentato oggi a Roma, il fenomeno dei “working poor” è raddoppiato nell’ultimo decennio tra le persone che si rivolgono alla rete Caritas, diffusa su tutto il territorio italiano. Gli occupati rappresentavano il 13,3% degli assistiti nel 2015; oggi sono il 24%. La vulnerabilità colpisce soprattutto le fasce centrali dell’età lavorativa: i lavoratori poveri raggiungono il 31,7% tra i 35 e i 44 anni e il 31% tra i 45 e i 54 anni. A pesare, secondo il rapporto, è soprattutto la perdita di potere d’acquisto dei salari. Tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni reali in Italia sono diminuite dell’8%, il dato peggiore tra i principali Paesi europei. Restano inoltre particolarmente esposte le famiglie con figli: il 52% delle persone assistite convive con minori, pari a circa 147 mila nuclei familiari sostenuti dalla rete Caritas.