Bambini scomparsi: Telefono Azzurro, “in Italia 17.942 segnalazioni”. Focus su Lazio e Roma

“Secondo la XXXIV Relazione del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse, nel 2025 in Italia sono state registrate 25.358 segnalazioni di scomparsa, riferite a 22.065 persone. Le segnalazioni riguardanti minorenni sono 17.942, pari al 70,8% del totale annuo. La componente straniera pesa in modo decisivo: i minori stranieri sono 12.959, pari al 72,2% delle segnalazioni minorili”. Lo ricorda Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets nel Dossier 2026 “La scomparsa dei bambini e degli adolescenti nell’era del digitale e dell’intelligenza artificiale”, pubblicato oggi in occasione della della Giornata internazionale dei bambini scomparsi.
Il divario negli esiti è il nodo più critico: la quota di ritrovamento è del 78% tra i minori italiani e del 42,1% tra i minori stranieri. Questo non significa che i minori stranieri siano “più inclini” alla scomparsa, ma che si trovano più spesso in condizioni di vulnerabilità strutturale: assenza di reti familiari stabili, percorsi migratori non conclusi, incertezza documentale, barriere linguistiche, attesa di ricongiungimento e fragilità dell’accoglienza.
Il Dossier 2026 contiene anche un focus su Lazio e Roma. Nel Lazio si concentra il 7,9% delle segnalazioni nazionali di scomparsa registrate nel 2025, ed è la 4ª Regione per quota dopo Sicilia, Lombardia e Campania. Roma, con il 5,9% delle segnalazioni nazionali, è tra le province con maggiore peso sul totale italiano, è la 3ª provincia per quota dopo Trapani e Agrigento, confermando il rilievo strutturale della dimensione metropolitana. Il dato va letto insieme agli indicatori standardizzati del Commissario straordinario, perché peso territoriale e intensità rispetto alla popolazione non coincidono sempre.
Diverse le priorità indicate da Telefono Azzurro nel Dossier: “Rendere più riconoscibili i canali di ascolto, segnalazione ed emergenza, in particolare 116000, 114 e 19696. Proteggere i minori nei sistemi di accoglienza e lungo le rotte migratorie, con protocolli rapidi nelle prime 48-72 ore dall’arrivo. Integrare dati, follow-up e valutazione degli esiti, distinguendo segnalazioni, persone uniche, contatti di servizio e ritrovamenti. Formare adulti, operatori, scuola, comunità educanti e piattaforme digitali a riconoscere segnali precoci di rischio, anche online. Rendere piattaforme e tecnologie parte della risposta: safety-by-design, segnalazioni qualificate, rimozione rapida dei contenuti illegali e tutela effettiva dei minori”.

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