Leone XIV: agli ambasciatori, “nessuna società può dirsi giusta ignorando i poveri”

“Nessuna nazione, nessuna società e nessun ordine internazionale può dirsi giusto e umano se misura il proprio successo unicamente con il potere o la prosperità, trascurando coloro che vivono ai margini”. Così Papa Leone XIV nel discorso – in lingua inglese – rivolto oggi agli ambasciatori straordinari e plenipotenziarii di Sierra Leone, Bangladesh, Yemen, Ruanda, Namibia, Mauritius, Ciad e Sri Lanka, ricevuti nella Sala Clementina per la presentazione delle lettere credenziali. Leone XIV ha richiamato “l’amore di Cristo per i più piccoli e i dimenticati”, che “ci spinge a rifiutare ogni forma di egoismo che rende i poveri e i vulnerabili invisibili”, citando l’esortazione apostolica “Dilexi te”. Il Pontefice ha quindi indicato nello “spirito di solidarietà oblativa” il fondamento del servizio diplomatico: un’attitudine capace di “mettere da parte gli interessi particolari in nome del bene comune” e di creare spazi di incontro e mediazione nelle istituzioni internazionali. Rivolgendosi ai nuovi ambasciatori, Leone XIV ha affermato che il loro servizio “costituisce un prezioso ponte di fiducia e cooperazione” tra i rispettivi Paesi e la Santa Sede, auspicando che gli sforzi comuni contribuiscano a “porre fondamenta più solide per un mondo più giusto, fraterno e pacifico”.

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