Salute: Rocco (Università Cattolica e Gemelli), “il futuro dell’urologia oncologica sarà definito dalla precisione con la quale sapremo scegliere la terapia giusta”

(Foto Policlinico Gemelli)

Nuovi strumenti diagnostici e terapie di ultima generazione che rappresentano uno dei campi più avanzati dell’oncologia di precisione per la cura del carcinoma prostatico sono stati al centro del Congresso europeo di Urologia 2026 (European Association of Urology-Eau 2026), tenutosi di recente a Londra.
“Il messaggio trasversale che emerge dai tanti studi presentati – commenta Bernardo Rocco, professore ordinario di Urologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc di Urologia della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs – è chiaro: l’invito è ‘trattare in modo personalizzato’ i pazienti con tumore della prostata, aumentando la precisione delle scelte diagnostico- terapeutiche, lungo tutto il percorso di cura”.
Per la prima volta viene affermato che lo screening del tumore alla prostata può essere efficace quanto quello del seno nel ridurre la mortalità e individuare tumori clinicamente rilevanti.
La Eau presenta quindi un progetto europeo, Praise-U, che nasce con l’obiettivo di superare lo screening opportunistico del tumore della prostata, sviluppando un modello organizzato, basato sul rischio e strutturato in più fasi. “Nel complesso – dice Rocco – questi studi dimostrano che un approccio strutturato è in grado di migliorare l’identificazione dei tumori clinicamente rilevanti, riducendo al contempo procedure inutili, anche se la partecipazione della popolazione resta una sfida importante”.
Fondamentale è anche il ruolo dei Comprehensive Cancer Centres (Ccc), che rappresentano il fulcro organizzativo di questi programmi, favorendo l’integrazione tra specialisti, ospedali e reti oncologiche e assicurando percorsi diagnostico-terapeutici coordinati e standardizzati. “Nel complesso, Praise-U rappresenta un passo decisivo verso uno screening più efficace, equo e sostenibile a livello europeo, basato su evidenze, collaborazione e innovazione organizzativa”, evidenzia Rocco.
In questo contesto, molto importante è anche l’attenzione verso una diagnosi innovativa, in grado di cambiare le regole del gioco. Il messaggio emerso dall’Eau26 è coerente e trasformativo: la gestione del carcinoma prostatico sta diventando sempre più personalizzata, guidata da imaging di ultima generazione, dai test molecolari e dalla biologia del tumore ed è particolarmente attenta alla riduzione di test diagnostici e trattamenti inutili. “Il futuro dell’urologia oncologica – conclude Rocco – non sarà definito dal numero di terapie a disposizione, ma dalla precisione con la quale sapremo scegliere la terapia giusta per il paziente giusto”.

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