Dal 9 al 12 marzo, presso il centro educativo “Casa delle Donne” di St. Johann, nella Stiria orientale, si è tenuta l’assemblea primaverile dei vescovi cattolici austriaci del 2026. L’incontro è iniziato con una giornata di studio sulla situazione globale dei cristiani perseguitati. I vescovi austriaci chiedono maggiore solidarietà con i cristiani perseguitati e discriminati in tutto il mondo. Il loro appello è rivolto sia ai politici che a coloro che ricoprono posizioni di responsabilità all’interno della Chiesa, delle comunità religiose e della società, come affermato nella dichiarazione presentata dall’arcivescovo di Salisburgo, mons. Franz Lackner, presidente della Conferenza episcopale austriaca, venerdì 13 marzo, al termine della plenaria. I vescovi affermano che le violazioni della libertà religiosa legate ai crimini d’odio sono una triste realtà anche in Austria. Fanno riferimento al rapporto sulla situazione dei “crimini d’odio” pubblicato dal ministero dell’Interno. Come dimostrano le indagini di polizia condotte dal 2020, i crimini d’odio a sfondo religioso, come l’incitamento all’odio, le aggressioni o i danni alla proprietà, sono aumentati. La maggior parte dei casi riguarda l’antisemitismo, seguito da reati contro i musulmani e contro i cristiani. Anche le guerre in Medio Oriente e in Ucraina sono state oggetto di discussione per i leader diocesani. Un altro tema centrale per i vescovi è stato il proseguimento del processo di sinodalità avviato da Papa Francesco a vari livelli della Chiesa. Inoltre, sono state ridistribuite le responsabilità tra i membri della Conferenza episcopale tramite elezione per un mandato di cinque anni. Sono state affrontate anche questioni sociali come la povertà alla luce del consolidamento del bilancio, l’istruzione e il coinvolgimento dei laici. Un elemento ricorrente delle discussioni dei vescovi è stato lo scambio di opinioni sull’attuale situazione sociale ed ecclesiale.