(Strasburgo) In una seconda risoluzione non vincolante, approvata oggi dall’Europarlamento sul tema della difesa, con 448 voti a favore, 122 contrari e 38 astensioni, il Parlamento sottolinea che i Paesi dell’Ue “si trovano ad affrontare gravi e persistenti lacune nelle capacità di difesa, in particolare nella difesa aerea e missilistica, nell’artiglieria, nei missili e nelle munizioni, nei droni e nei sistemi anti-drone, nei abilitanti strategici (anche per lo spazio e le infrastrutture critiche), nella mobilità militare, nel cyberspazio, nell’intelligenza artificiale, nella guerra elettronica e nei sistemi di combattimento terrestri e marittimi”. Secondo i deputati, “tali lacune indeboliscono significativamente la capacità dell’Ue di deterrenza e di sostenere operazioni militari su larga scala e di lunga durata in un contesto di crescenti rischi di guerra ibrida e convenzionale. Queste carenze andrebbero affrontate, ad esempio, attraverso una maggiore cooperazione europea su questioni strategiche e industriali, una pianificazione coordinata e investimenti mirati per garantire la prontezza della difesa”. Il Parlamento invita inoltre i Paesi aderenti ad agire rapidamente per avviare i progetti faro per la prontezza (European Readiness, in inglese) nell’ambito della tabella di marcia sulla prontezza alla difesa per il 2030.
La relatrice Lucia Annunziata ha dichiarato: “I conflitti di oggi hanno un volto completamente nuovo e minacce del tutto inedite. Le nuove tecnologie stanno trasformando le strategie, orientandole verso la miniaturizzazione e la decentralizzazione dei sistemi, come dimostrano droni, armi basate sull’Ia, mine intelligenti e sistemi missilistici portatili. Anche il ruolo della componente umana sta cambiando. Ciò che l’Europa può fare rapidamente, e in modo condiviso da tutti gli Stati membri, è rafforzare lo sviluppo delle tecnologie per creare un’architettura comune — un sistema integrato di comando, controllo, comunicazione, intelligence, sorveglianza e ricognizione — capace di consentire alle forze europee di agire insieme in modo efficiente e coerente, realizzando operazioni congiunte tra tutti gli Stati e con la Nato”.