Musei Vaticani: Castel Gandolfo, il 14 marzo la presentazione di “El Greco allo specchio”

“Mettere in dialogo due piccoli capolavori del grande artista”. E’ l’intento della mostra “El Greco allo specchio. Due dipinti a confronto”, ospitata presso il Palazzo Papale di Castel Gandolfo, e grazie alla quale viene presentato al pubblico un dipinto inedito del geniale maestro, nato nel 1541 a Candia (odierna Iraklion) nell’isola di Creta e morto a Toledo in Spagna nel 1614. La mostra verrà presentata sabato prossimo, 14 marzo, alle ore 16, presso il Papazzo Papal di Castel Gandolfo. Interverrano  suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Citt del Vatiano; Barbara Jatta direttore dei Musei e dei Beni Culturali; Andrea Tamburelli, direttore delle Ville Pontificie; Lucio d’Alessandro, rettore dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli; Fabrizio Biferali, curatore Reparto Arte dei secoli XV-XVI dei Musei Vaticani, Alessandra Zarelli, del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani. Il piccolo olio su tavola (cm 45 x 29), realizzato intorno al 1590-1595, è custodito nella sala degli Ambasciatori dell’Appartamento Pontificio delle Udienze del Palazzo Apostolico Vaticano.  Il Redentore apparteneva alla collezione dell’intellettuale e politico cattolico spagnolo José Sánchez de Muniáin, che lo donò nel 1967 a Paolo VI. L’opera – si legge in una nota – incompresa per mancanza di indagini e di studi che ne decifrassero l’immagine ed evidentemente incompiuta, ha subito un inevitabile degrado fino agli anni ’60 del Novecento, quando fu oggetto di un rifacimento da parte di un ignoto falsario, che ne occultò le stesure originali, ricalcando sommariamente l’immagine del Cristo. Il Redentore è stato recentemente sottoposto a restauro nel Laboratorio di Restauro dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani diretto dal Maestro Restauratore Paolo Violini. L’intervento conservativo, condotto dal Maestro Restauratore Alessandra Zarelli e accompagnato da analisi scientifiche eseguite dal Gabinetto di Ricerche Scientifiche diretto da Fabio Morresi, ha reso possibile la scoperta inaspettata ed emozionante di un vero palinsesto pittorico al di sotto della superficie del dipinto, che presenta due stesure sottostanti con abbozzi di altrettante opere di El Greco. La pulitura ha recuperato accuratamente le stesure originali, scoprendo gradualmente anche quello di cui non era sicura la presenza. Tutti i dati, comparati con quelli di altri dipinti dell’artista, hanno confermato la piena autografia dell’opera. Il Redentore sarà accostato in mostra a una piccola tempera su tavola (cm 28 x 20) raffigurante San Francesco che viene in prestito dalla Fondazione A. e M.A. Pagliara dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, un capolavoro giovanile databile intorno al 1570, quando l’artista era documentato a Roma ed era già transitato per le botteghe veneziane di Tiziano e del Tintoretto. Il dipinto è di ispirazione tizianesca ed è caratterizzato dalla presenza di frate Leone, una figura che dall’inizio del soggiorno spagnolo di El Greco sarebbe stata abbandonata, per poi fare nuovamente la sua comparsa negli anni finali del maestro cretese. L’esposizione dei due dipinti, curata da Biferali, vuole essere un omaggio a Leone XIV, nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Al termine dell’inaugurazione seguirà il primo concerto della stagione 2026 della rassegna “Musica ai Musei”.

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