Aiuti alimentari e inclusione: Meloni, “attivare responsabilità, energie e partecipazione, in un’ottica di sussidiarietà e prossimità”

(Foto Presidenza del Consiglio dei ministri)

“Abbiamo sempre concepito l’aiuto alimentare come la porta d’ingresso per un percorso di inclusione sociale più ampio e strutturato, ovvero il primo passo di una presa in carico che guarda alla persona nella sua interezza: nei bisogni materiali, anzitutto, ma anche nelle fragilità sociali, educative e lavorative. Ogni intervento pubblico deve muoversi in questa direzione e deve sapere attivare responsabilità, energie e partecipazione, in un’ottica di sussidiarietà e prossimità, perché è questo ciò che distingue l’assistenzialismo dal welfare generativo”. Lo ha scritto il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, nel messaggio inviato all’evento “Aiuti alimentari e inclusione sociale: il modello italiano”, promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Nel ribadire “la centralità che questo Governo attribuisce al Terzo settore e al mondo del volontariato italiano nell’azione comune per intercettare e affrontare le vulnerabilità”, la premier ha sottolineato come quello profuso sia un “impegno per costruire un modello di intervento che non si limitasse a rispondere all’urgenza, ma che fosse in grado di generare una prospettiva. Quando manca il necessario – come il cibo – non viene meno solo il reddito: vengono meno i presupposti per guardare al presente e al futuro con fiducia e per ricostruire un cammino di autonomia e indipendenza”. “Attraverso il Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà e grazie alla capillare e preziosa rete territoriale delle Organizzazioni partner e dei volontari, le persone più fragili – ha proseguito Meloni – vengono intercettate, ascoltate e accompagnate verso servizi concreti: sostegno psicologico e scolastico, educazione alimentare, assistenza di base, supporto nella gestione del bilancio familiare, orientamento al lavoro, tutela legale”. “Il principio che guida questo modello è la sussidiarietà”, ha ribadito il presidente del Consiglio: “Le Istituzioni fanno la propria parte, ma riconoscono il ruolo decisivo del Terzo settore e del mondo della solidarietà sociale italiano”. “Questo – ha chiarito – non significa delegare ad altri le proprie responsabilità, ma credere nella forza e nella solidità di un’alleanza tra pubblico e privato. Perché nessuna politica pubblica può essere efficace senza quella rete di prossimità che ogni giorno incontra le persone, le accompagna e le sostiene”. “È questa – ha annunciato – la visione che vogliamo portare anche in Europa: un modello che unisce solidarietà e responsabilità, qualità degli aiuti e percorsi di vita costruiti mettendo al centro le persone. Perché una Nazione è davvero forte quando non lascia indietro nessuno, ma è ancora più forte quando mette ogni persona nelle condizioni di rialzarsi e camminare con le proprie gambe, nel rispetto della sua dignità”.

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