L’Irlanda “rimane tra i Paesi più religiosi d’Europa” e tra i giovani tra i 16 e i 29 anni si registra “un forte incremento” di affiliazione e pratica religiosa. È quanto emerge dal rapporto “Turning the Tide? Recent religious trends on the island of Ireland”, commissionato dalla Conferenza episcopale irlandese e discusso nell’assemblea primaverile di Maynooth. Lo studio, condotto da Stephen Bullivant, docente di teologia e sociologia della religione alla Saint Mary’s University (Regno Unito), e da Emily Nelson, dottoranda in sociologia alla Queen’s University di Belfast, analizza dati di ricerche europee e nazionali su credenza, pratica e identità religiosa. Tra i dati principali: l’Irlanda si colloca tra i Paesi occidentali con i più alti livelli di pratica settimanale della messa e di preghiera quotidiana. L’Irlanda del Nord risulta la regione più religiosa del Regno Unito e la più religiosa dell’isola. Il rapporto segnala anche che “la secolarizzazione non è semplicemente lineare” e che nella Repubblica d’Irlanda si registra una crescente polarizzazione. Sul ruolo delle donne, lo studio evidenzia che, pur esprimendo “maggiore dissenso morale e insoddisfazione istituzionale”, continuano a svolgere “un ruolo influente nella trasmissione della fede”.