“Togliete la parola conflitto dall’elenco delle parole negative. Il conflitto è sempre positivo, perché se togliamo il conflitto togliamo la vita”. Lo ha affermato Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace, intervenendo stamane al 10° Seminario nazionale di pastorale sociale a Brindisi. Vaccari ha aperto il suo intervento con un episodio avvenuto quindici giorni fa a Rondine: un giovane israeliano, alla presenza del card. Pierbattista Pizzaballa, ha trovato il coraggio di rivolgersi a un coetaneo palestinese , evacuato da Gaza, esprimendo tutto il suo desiderio di dialogo. Quest’ultimo ha risposto: “Io non posso parlare con gli israeliani”. “È avvenuto il livello ultimo della tenuta di un incontro e di una relazione”, ha commentato Vaccari: “Finalmente, dopo quattro mesi, un ragazzo evacuato da Gaza ha parlato con un israeliano dicendogli che non poteva parlarci”. Al centro della sua riflessione il nesso tra conflitto e relazione: “Sono come il palmo e il dorso della mano. Non esiste conflitto senza relazione, non esiste relazione senza conflitto”. Tre le indicazioni operative: “incontrarsi ostinatamente, donando spazio e tempo; costruire relazioni che reggano la ferita della fiducia; abitare le soglie invisibili delle nostre comunità come terre di nessuno”. Sulla guerra, Vaccari è stato netto: “La guerra è l’organizzazione della violenza, che passa sempre dalla costruzione del nemico. Non si è mai vista una guerra dichiarata senza un nemico”.