Strage di Cutro: tre anni dopo. Sella (Don Bosco 2000), “ferita ancora aperta nella coscienza del Paese”

A tre anni dalla strage di Cutro, avvenuta nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 davanti alle coste calabresi, l’associazione di ispirazione salesiana “Don Bosco 2000” di Piazza Armerina, si unisce al ricordo delle 94 vittime del naufragio del caicco Summer Love, tra cui 35 bambini. “Una ferita ancora aperta nella coscienza del Paese” si legge in un comunicato dell’associazione che ribadisce: “occorre ricordare e fare memoria, per non dimenticare le vittime di questo naufragio. Tra le immagini più dolorose di quella tragedia, la storia del piccolo Alì, tre mesi appena, una vita spezzata che a tre anni di distanza chiede ancora giustizia”. “Non possiamo permettere che Cutro diventi solo una data sul calendario – dichiara Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000 –. A tre anni di distanza, questa tragedia deve essere un monito forte per l’Europa e per l’Italia: occorre fare di più per garantire vie legali e sicure a chi fugge da guerre, persecuzioni e miseria. Ogni vita perduta in mare è una sconfitta per tutti”. Il processo in corso presso il Tribunale di Crotone, sostiene l’associazione, “rappresenta un passaggio importante per l’accertamento della verità”. “Ma la giustizia giudiziaria, pur necessaria, non basta. Serve una giustizia più ampia, capace di tradursi in scelte politiche e umanitarie concrete” perché aggiunge Sella “non possiamo restare indifferenti davanti a uomini, donne e bambini che continuano a mettere a rischio la propria vita in mare. La memoria delle vittime di Cutro ci obbliga a costruire un sistema di accoglienza più umano, a rafforzare i corridoi umanitari e a promuovere una cultura della solidarietà. Il Mediterraneo non può essere un cimitero”. Ricordare Cutro significa scegliere di non voltarsi dall’altra parte. “Significa trasformare il dolore in impegno, la memoria in azione” conclude Sella.

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