“La pace disarmata non si misura dai consensi. Ma si misura dalla fedeltà al Vangelo”. Lo ha affermato fra Alessandro Mastromatteo, vice postulatore della causa di beatificazione di don Tonino Bello, nella meditazione che ha aperto stamane i lavori del 10° Seminario nazionale di pastorale sociale a Brindisi, dedicata alla figura del vescovo di Molfetta come “profeta della pace disarmata”. Per don Tonino, ha spiegato il religioso, la pace “non è mai stata un sentimento, non è uno slogan, non è una bandiera da sventolare a prescindere. È una vera e propria scelta evangelica che tocca la carne della storia”: il lavoro, la casa, la dignità, la politica. “Non c’è solo crisi di alloggi, c’è crisi di amore”, citava don Tonino nell’84. E ancora: “Condividere la vostra sofferenza. Condividere i nostri beni. Condividere la vostra protesta”. Fra Mastromatteo ha ricordato la marcia a Sarajevo, compiuta da don Tonino già gravemente malato pochi mesi prima della morte: “Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati. Le nazioni, l’Onu si attrezzino di eserciti di obiettori di coscienza”. E ha concluso: “La mitezza è la forza di chi non ha bisogno di armi per essere libero”.