Pace: Perito (Acli), “non è ciò che viene dopo la guerra, è qualcosa di dinamico che si costruisce prima”

(Foto CEI)

“La pace non è ciò che viene dopo la guerra, è qualcosa di dinamico che si costruisce prima”. Mariangela Perito, responsabile del coordinamento donne delle Acli nazionali, descrive così la “Carovana della Pace” nel corso del 10° Seminario nazionale di pastorale sociale, aperto ieri a Brindisi. Il percorso, durato oltre 100 giorni dal 2 settembre al 10 dicembre 2025 da Palermo a Milano fino al Parlamento europeo di Strasburgo, ha toccato più di 70 territori, coinvolto 250 istituzioni e raggiunto 8.000 persone, portando proposte concrete: case della pace come centri di mediazione, corpi civili di pace europei, corridoi lavorativi regolari per i migranti. È quanto emerge anche dalle altre testimonianze degli “artigiani di pace” ascoltate ieri. Federico Oscar Bovo, animatore di comunità del Progetto Policoro nella diocesi di Torino, sul lavoro di educativa di strada nei quartieri Aurora e Barriera di Milano: “Non andiamo in strada per salvare nessuno. Andiamo per conoscere chi abita i confini che noi non siamo abituati ad abitare”. Dalla Caritas diocesana di Fano, Laura Paolini ha illustrato la Scuola di Pace “Carlo Urbani”, alla sua 23ª edizione: nell’anno scolastico 2024-25 ha incontrato 1.025 studenti in 123 ore di attività.

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