“Bernardo è un ottimo compagno per chiunque intraprenda un esodo quaresimale dall’egocentrismo e dall’orgoglio, nel desiderio di perseguire la verità di sé tenendo gli occhi fissi sull’amore di Dio che tutto illumina”. È quanto ha affermato mons. Erik Varden, cistercense trappista e prelato di Trondheim, nella seconda meditazione degli esercizi spirituali quaresimali della Curia romana, nella Cappella Paolina in Vaticano, alla presenza di Papa Leone XIV. Al centro della riflessione, la figura di san Bernardo di Clairvaux, proposto come guida per il cammino quaresimale. Mons. Varden ne tratteggia il profilo con equilibrio: un uomo dalla “natura mercuriale”, talvolta rigido e di parte, ma “genuinamente umile, dedicato a Dio, capace di tenera gentilezza, un amico fedele — in grado di diventare amico con ex nemici — e un testimone convincente dell’amore di Dio”. Il suo insegnamento sulla conversione nasce “da una cultura biblica senza pari e da nozioni teologiche ben ponderate”, ma anche “dalla lotta personale, nell’imparare a non dare per scontato che la sua strada sia sempre quella giusta, istruito dall’esperienza, dalle ferite” e dalla meraviglia “davanti alla giustizia misericordiosa di Dio”.