I voti e le eventuali note disciplinari compariranno sul registro elettronico solo dopo un tempo congruo, per permettere allo studente di parlarne prima di persona con i genitori; le comunicazioni alle famiglie avverranno sempre in orario lavorativo, dal lunedì al venerdì, e non saranno assegnati compiti a casa che prevedano la navigazione autonoma online agli alunni della primaria e della secondaria di primo grado. Sono alcuni degli impegni presi dalle Scuole Faes di Milano (Città Studi) in alleanza con le famiglie degli studenti, insieme alle quali – dopo un lungo e partecipato confronto – sono state stilate le linee guida per l’adozione consapevole e responsabile degli strumenti digitali, a scuola come a casa.
“Non c’è alcuna demonizzazione del web e della tecnologia – spiega Giovanni Vicari, direttore generale delle Scuole Faes di Milano e delle Scuole Cefa di Roma –, tanto è vero che il Faes è stato fra i primi istituti a inserire la programmazione informatica (coding) come materia curricolare fin dai 7 anni. Crediamo però che al digitale si debba educare, e che questo ruolo spetti in primo luogo alle famiglie, validamente supportate e guidate da docenti preparati. È importante che i genitori recuperino un atteggiamento di fiducia nella propria capacità di educare, consapevoli del loro ruolo autorevole. Noi, naturalmente, continueremo a proporre una formazione all’uso della tecnologia adatta ai vari gradi scolastici, trasversale alle diverse discipline, stimolando gli studenti a un utilizzo creativo di questi strumenti”.
Infatti, l’accesso al digitale deve rispettare le tappe di sviluppo del cervello di bambini e ragazzi, gli strumenti vanno inseriti con gradualità e lo smartphone connesso alla rete dovrebbe essere l’ultimo ad arrivare, alla fine della secondaria di primo grado, perché richiede maturità e senso critico. Da qui la decisione del Faes di “stringere un patto” con le famiglie, sulla scia della Rete dei Patti digitali, già attivi su tutto il territorio italiano.
Nel rispetto delle indicazioni del ministero, si promuoverà poi una corretta integrazione digitale-cartaceo, soprattutto nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove gli studenti dovranno comunque annotare i compiti sul diario di carta.
Nel biennio e nel triennio delle superiori, poi, sarà riservata particolare attenzione all’utilizzo dei sistemi di IA. Qui l’indicazione è di agire almeno su due fronti: da un lato, promuovere un’attitudine critica che permetta di distinguere sempre tra ciò che è umano e ciò che è prodotto da un software, soprattutto per la generazione dei testi, e di risalire alle fonti; dall’altro, individuare, da parte dei docenti, attività che favoriscano un coinvolgimento personale diretto dello studente e siano difficilmente realizzabili con l’intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda infine l’uso degli strumenti digitali a scuola (tablet, pc, lavagne elettroniche), il Faes si impegna a verificare che le connessioni attive in classe siano sicure e prive di pubblicità e a ridurre moltissimo l’esposizione agli schermi dal nido alla primaria).