Brasile: il Sinodo della Chiesa greco-cattolica e la vicinanza dell’episcopato brasiliano all’arcivescovo Shevchuk, che esprime la sua gratitudine

(Foto. Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile)

“Annunceremo al sofferente popolo di Kiev che la Chiesa cattolica in Brasile è con noi”. Con queste parole l’arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, ha espresso la sua gratitudine dopo un incontro di fraternità e solidarietà nel sud del Brasile, avvenuto a Prudentópolis (Paraná), durante una delle sessioni del Sinodo permanente della Chiesa greco-cattolica ucraina. L’arcivescovo di Londrina e presidente della Regione Sud 2 della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, dom Geremias Steinmetz, ha partecipato alla sessione sinodale insieme al segretario esecutivo della regione, padre Valdecir Badzinski. Entrambi sono stati ricevuti dal vescovo ospitante, Meron Mazur, e presentati all’assemblea.
Nel suo intervento, dom Steinmetz ha parlato della ricchezza che nasce dalla diversità all’interno della stessa fede cattolica e ha ricordato la storica presenza della Chiesa greco-cattolica ucraina in Brasile, specialmente nello stato del Paraná. “Fin dall’inizio, la Chiesa in Brasile ha accolto questo popolo con cura pastorale, e i vescovi della Chiesa latina si sono impegnati ad accompagnare e sostenere la comunità ucraina nel vivere la propria fede e nel preservare il proprio rito e la propria spiritualità”, ha dichiarato.
Quindi, l’arcivescovo Shevchuk ha spiegato come la guerra abbia causato una crescita delle comunità ucraine in diversi Paesi, in particolare in Europa e Nord America. Commosso, ha riferito la drammatica situazione che vive il suo Paese, ma, insieme al dolore, ha condiviso segni di speranza. Ha ricordato la testimonianza di un bambino che cercava rifugio dal freddo nella sua cattedrale e che, alla domanda su come stesse, ha risposto: “Se supero il freddo, l’Ucraina lo supererà”. Ha aggiunto che l’incontro vissuto a Prudentópolis è stato “terapeutico” e ha spiegato che attualmente la priorità pastorale nel suo Paese è quella che chiamano la “cura pastorale per guarire le ferite del popolo”, di fronte al trauma causato dalla guerra.

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