“La missione implica anzitutto un mandato che viene dall’alto, come fece Gesù con i suoi discepoli, per svolgere un compito preciso e comporta anche delle scelte, inclusa quella di lasciare le nostre sicurezze. Essere annunciatori di Cristo, però, è un servizio non provvisorio ma a tempo indeterminato”. Con queste parole il presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo Giuseppe Contaldo ha tenuto la relazione conclusiva della XXIX Assemblea nazionale chiusa a Sacrofano (Rm) domenica 22 febbraio. Sul tema “Andate, dunque, e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19), Contaldo, rileggendo le pagine del Vangelo, ha spiegato inoltre che “la missione nasce sempre da un incontro e da una chiamata che troviamo nella quotidianità di ogni giorno per diventare, come responsabili del RnS, pescatori di uomini: il nostro andare, infatti, è rivolto al cuore umano portandolo alla salvezza e per essere missionari dobbiamo sempre porci alla sequela di Gesù, è Lui che deve stare sempre avanti a noi. Siamo chiamati a portare la bella e buona notizia con il potere dello Spirito”. L’annuncio a cui fa riferimento Contaldo “non si è certo fermato duemila anni fa ma prosegue nella storia di oggi, di generazione in generazione, e, prima di uscire in questo ‘mare’, dobbiamo imparare a stare con Gesù durante il suo ministero in Galilea e poi a Gerusalemme. Siamo scelti segnati da un sigillo di fuoco con una vocazione chiara che ci identifica e ci costituisce ambasciatori di Cristo, sospinti dalla forza e dall’azione dello Spirito Santo, su cui ricentrarci e a cui dare il primato su ogni progetto, senza disperdere la grazia e senza intiepidirci nell’esercizio dei carismi”. Il Signore, ha concluso il presidente affidando le consegne ai coordinatori diocesani convenuti prima del gesto condiviso, “ci domanda la preghiera, l’ascolto della Parola e una donazione di vita totale. Cristo si fida di noi: continuiamo dunque ad andare, a ‘remare’ come comunità carismatica nei nostri territori con questa spinta interiore costante e convinta e con quel brivido d’amore che ci attraversa l’esistenza per il bene dei fratelli. Siamo chiamati ad un Rinnovamento di tutti, per tutti e con tutti, nel segno dell’accoglienza e della mobilità: la missione è universale, ed è impegnata a tessere legami fraterni e ad evangelizzare, a ‘prendere il largo’, con verità nel nome di Gesù generando figli nella fede”.