Diocesi: card. Betori a Lucca, “chiamati a essere testimoni del volto di Dio che Gesù ci ha rivelato, il volto della misericordia, dell’amore”

(Foto arcidiocesi di Lucca)

“Siamo chiamati a essere testimoni, con la nostra vita del volto di Dio che Gesù ci ha rivelato, il volto della misericordia, dell’amore. È questa la missione della Chiesa, una missione a cui è particolarmente richiamata la Chiesa locale di Lucca mentre celebra i 300 anni dalla sua elevazione ad arcidiocesi”. Lo ha affermato ieri sera il card. Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, presiedendo nella basilica di San Paolino, a Lucca, la celebrazione eucaristica nel 300° della elevazione ad arcidiocesi.
Commentando i testi offerti dalla liturgia della prima domenica di Quaresima, il porporato ha rilevato che “l’uomo, nella sua superbia, non vuole accettare il limite: vuole tutto e vuole essere tutto. Con questo non solo si distrugge l’armonia con Dio, ma anche nella coppia e quindi nella società, come pure nei rapporti con l’ambiente. Sta qui la radice ultima di ogni peccato e il senso stesso del peccato: il rifiuto del limite”. “È esperienza tragica dei nostri giorni”, ha commentato, rilevando che “ci facciamo guerra per dominare gli uni sugli altri; vogliamo dominare la natura e la sfruttiamo fino a rendere invivibile la nostra casa comune; vogliamo soprattutto farci dèi, presumendo di autodeterminarci secondo le nostre voglie, frutto di un radicale individualismo. e nella ricerca di un potere senza confini e senza regole, sottomessi di fatto alla potenza della tecnica”. “Nelle tre tentazioni con cui Satana mette alla prova Gesù, e mette alla prova noi, ritorna un medesimo pervertimento circa la nostra identità di creature, il pervertimento – ha spiegato il card. Betori – che oscura il nostro rapporto con Dio, con noi stessi, con le cose, il pervertimento che sfida la nostra vera libertà affidandola ad altro che alla nostra condizione di figli, figli di Dio, e fratelli, fratelli tra noi. Siamo oggi esortati a resistere a queste tentazioni, cominciando dal purificare il nostro rapporto con Dio, per poi far rifluire quest’autentico rapporto con Dio nel nostro rapporto con gli altri e con il mondo”.
Riguardo poi al 300° anniversario dell’elevazione ad arcidiocesi, il cardinale ha richiamato il “primato del Vangelo, suggerito dalla contemporanea rinuncia ai beni del feudo episcopale, in vista di una corretta relazione tra Chiesa e società, a cui la Chiesa è chiamata ad offrire ‘un supplemento d’anima’, come si esprimeva il ven. mons. Enrico Bartoletti, di cui ricordiamo quest’anno i 50 anni dalla morte, che fu vostro arcivescovo e fu il grande traghettatore della Chiesa italiana nell’orizzonte aperto dal Concilio Vaticano II”. “L’essere poi costituita arcidiocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede – ha continuato – crea, per la Chiesa di Lucca, un legame diretto e particolare con la Chiesa di Roma, che presiede alla comunione di tutte le Chiese nel mondo. Di qui un particolare vincolo con il successore di Pietro e con il suo magistero, e contemporaneamente una speciale consapevolezza che il fatto che la Chiesa universale vive e si manifesta nelle Chiese locali impegna a incarnare il Vangelo di Gesù in questo territorio, nella sua storica e attuale identità”.
Concludendo, il card. Betori ha riassunto “i quattro orizzonti di riflessione e d’impegno che il vostro arcivescovo vi propone in questo anno: essere Chiesa una, crescendo nella partecipazione e nella comunione; essere Chiesa santa, conformandovi a Cristo, sostenuti dall’alimento della Parola e dei sacramenti; essere Chiesa cattolica, animata cioè da un respiro universale; essere Chiesa apostolica, una Chiesa con il coraggio della missione. Vi è proposto un programma impegnativo – ha rilevato –, ma in esso trovate una strada sicura per una Chiesa che voglia essere fedele al Vangelo”.

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